LiberSchool attraverso gli occhi di un’insegnante Waldorf

LiberSchool attraverso gli occhi di un’insegnante Waldorf

Nel maggio 2026 abbiamo accolto alla LiberSchool Anne Lindhardt Kluge, insegnante Waldorf danese, che ha trascorso due giorni visitando la nostra scuola. È arrivata a Damanhur con il desiderio di conoscere una realtà educativa comunitaria e di trovare ispirazione per un modo di insegnare più sostenibile. Al termine della visita ha condiviso con noi le sue osservazioni. Siamo felici di pubblicarle qui, con solo lievi modifiche editoriali per facilitarne la lettura.

Prime impressioni

Una delle prime cose che ho notato è stata la serenità e la tranquillità degli insegnanti nel loro lavoro. Mi è piaciuto vedere che si prendevano il tempo di sedersi insieme, bere un caffè e condividere i pasti. Questo trasmetteva un’atmosfera familiare e dava l’impressione di un ambiente di lavoro piacevole, di cui è bello far parte.

Anche il rapporto tra insegnanti e bambini mi ha colpito fin da subito. Abbracci, battute e risate erano parte della quotidianità. I bambini mi sono sembrati sereni e al sicuro e, durante la mia permanenza, non ho osservato litigi o conflitti importanti. L’ho trovato sorprendente, perché nella mia esperienza di insegnante in Danimarca una parte significativa del lavoro consiste proprio nel prevenire i conflitti sociali e aiutare i bambini a risolverli.

Imparare insieme

Le classi sono poco numerose e talvolta gruppi di età diverse imparano insieme. Credo che questo permetta agli insegnanti di seguire meglio ogni singolo bambino e, allo stesso tempo, offra ai bambini l’opportunità di sperimentare dinamiche di gruppo differenti e un senso di comunità più ampio.

Le lezioni a cui ho assistito erano molto partecipative e inclusive. Più che lezioni frontali, mi sono sembrate conversazioni con i bambini. Dal mio punto di vista è importante mantenere un equilibrio, affinché i bambini non occupino eccessivamente lo spazio di parola o la leadership del gruppo.

Gli insegnanti mi sono sembrati appassionati delle proprie materie, preparati e profondamente affezionati ai bambini. Per me questo è davvero fondamentale.

La natura come parte dell’apprendimento

Ho apprezzato molto gli spazi naturali che circondano la scuola. Durante la mia breve visita non li ho visti utilizzati dai bambini, ma spero che facciano parte della vita quotidiana della scuola. Mi sembrano un ambiente ideale per attività all’aperto, esplorazione e lavoro di squadra.

La visita al nido

Ho visitato anche il nido. È stata un’esperienza molto bella vedere quanto paziente e affettuosa fosse l’insegnante con i bambini. Ho osservato come desse loro il tempo di affrontare da soli piccoli gesti quotidiani, come indossare sandali o scarpe. Questo permette ai bambini di sentirsi competenti e di acquisire fiducia nelle proprie capacità. Venivano inoltre incoraggiati ad essere autonomi e ad aiutare sia l’insegnante sia gli altri bambini.

Non avevo mai visto un gruppo di bambini di due anni e mezzo così armonioso e tranquillo. Ho avuto la sensazione che i loro bisogni fossero pienamente accolti grazie alla presenza di adulti calmi e premurosi e al contatto con la natura.

Domande che porto con me

Come accade in ogni visita educativa tra colleghi, questa esperienza ha fatto nascere anche alcune domande.

Mi sono chiesta se il momento del pranzo e dell’accompagnamento al bagno — in cui i bambini di due anni e mezzo condividono lo spazio con quelli dai sei mesi ai due anni — potrebbe essere organizzato in modo ancora più fluido. Durante la mia visita ho percepito questo momento come piuttosto caotico, cosa comprensibile perché avvengono contemporaneamente molte attività: i bambini hanno fame, hanno età e bisogni diversi e si passa rapidamente dal gioco all’aperto al pranzo e poi al bagno.

Mi sono domandata se non sarebbe più tranquillo, per bambini e insegnanti, separare temporaneamente i due gruppi di età. Se invece si desidera mantenerli insieme, prenderei in considerazione una diversa organizzazione. Una possibilità potrebbe essere che un insegnante rimanga con il gruppo proponendo canzoni, giochi ritmici o attività con le mani, mentre gli altri si occupano degli aspetti pratici. Nella mia esperienza queste attività aiutano a mantenere un clima sereno e favoriscono anche lo sviluppo della motricità fine.

Riflessioni finali

Nel complesso, visitare la LiberSchool è stata per me una bellissima esperienza e sono ripartita con un’impressione molto positiva non solo della scuola, ma anche della comunità che la circonda.

Auguro alla LiberSchool il meglio per il suo futuro.

Anne Lindhardt Kluge
Insegnante Waldorf, Danimarca

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