Cinque giorni per imparare da chi lo vive ogni giorno.
Che cosa serve per educare un ragazzo?
Degli insegnanti, certamente.
Ma basta?
Alla LiberSchool pensiamo di no.
Per questo, ogni anno, nell’ultima settimana di scuola, quando gli esami sono ormai conclusi, gli studenti della prima, seconda e terza media vivono Arti e Mestieri.
Per cinque mattine ciascuno sceglie il mestiere che desidera conoscere più da vicino e affianca una persona nel suo lavoro quotidiano. Non per orientarsi verso una professione, ma perché ci sono cose che si imparano solo incontrando persone vere.
Ci sono cose che nessuna lezione può sostituire:
- la pazienza di un artigiano,
- la cura di un’educatrice,
- il rapporto con un cliente,
- la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani.
Sono esperienze che nessuna lezione può sostituire.
Questa settimana esiste perché ogni anno qualcuno decide di fare spazio.
Per qualche giorno rallenta il proprio lavoro, risponde a cento domande, affida piccoli compiti, lascia provare, incoraggia.
Negli anni i nostri ragazzi hanno affiancato orafi, educatrici, erboristi, parrucchieri, imprenditori, un assicuratore, gelatai… Ogni anno sono loro a scegliere il percorso che più li incuriosisce.
Non importa quale sia il mestiere. Conta il gesto di aprire il proprio mondo a un ragazzo.
Quest’anno qualcuno è tornato a casa con un braccialetto d’argento costruito con le proprie mani.

Qualcun altro ha trovato il coraggio di rifinire il taglio di capelli del proprio compagno di apprendistato, sotto la supervisione attenta della parrucchiera.

C’è chi ha scoperto che dietro una vaschetta di gelato ci sono molte ore di lavoro… e che pulire la macchina del gelato è la parte più buona.

E chi, dopo una settimana al nido, ha guardato il lavoro delle educatrici con occhi completamente diversi.

E poi c’è il gelataio, che a fine settimana ha trovato un biglietto scritto a mano dalle sue apprendiste: “Con te Scara, volevamo solo ringraziarti per il tuo aiuto e la tua pazienza.”

— Vanda e Arya
Sono piccoli episodi. E sono proprio quelli che restano.
Una scuola può insegnare molte cose.
Ma quando qualcuno apre il proprio lavoro a un ragazzo, gli offre qualcosa che va oltre un mestiere: tempo, fiducia, responsabilità, passione.
Ci vuole una comunità per sostenere una scuola.
Grazie agli artigiani, ai professionisti e alle attività della Comunità di Damanhur che ogni anno aprono il proprio mondo ai nostri ragazzi.
In quei cinque giorni non avete condiviso soltanto un mestiere. Siete entrati a far parte del loro percorso di crescita.